Il futuro dei chip e la Legge di Moore
Paolo Gargini, direttore delle srategie di ricerca nonché uno dei padri fondatori della Intel, sta presentando un ciclo di conferenze in occasione del 40° anniversario della Legge di Moore. Nel 1965 Gordon Moore, nonostante gli scarsi dati in possesso, predisse che i circuiti integrati avrebbero raddoppiato la propria densità ogni due anni. Questa predizione, sebbene all’epoca quasi incredibile, è valida ancora oggi.
I ricercatori Intel hanno già fatto previsioni sulle innovazioni di materiali, architetture e applicazioni addirittura fino al 2020. E prevedono un’integrazione tra tecnologia elettronica e ottica, l’uso di transistor a spin e di processori biologici, funzionanti con le proteine. L’enorme potenzialità dei nuovi processori permetterà di utilizzare applicazioni che richiedono molta memoria, come per esempio gli ologrammi. Si entra nel campo della fantascienza, ma non dobbiamo dimenticare che fino a qualche anno fa sembrava impensabile un pc 100 volte più potente allo stesso prezzo di ieri. Fonte: Il futuro dei chip e la Legge di Moore









