Roman Polanski | Zapster Blog


Il massacro di Charles Manson diventa una serie televisiva

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Il massacro perpetrato da Charles Manson e dai suoi seguaci è uno dei capitoli più neri della storia americana: nell’agosto del 1969, Manson e alcuni complici riuscirono a penetrare nella villa losangeliana del regista Roman Polanski, che non era in casa ma, sfortunatamente, era presente sua moglie Sharon Tate, incinta di otto mesi, in compagnia di sei amici. I sette (otto se si conta anche la creatura nel grembo di Tate) vennero così brutalmente massacrati agli ordini deliranti di Manson, il quale venne fortunatamente preso e condannato all’ergastolo.
Questa tragedia diventerà il soggetto di una nuova serie televisiva targata Fox e verrà seguito da due guru del genere, vale a dire Rob Zombie, che si occuperà della regia, e l’acclamato scrittore Bret Easton Ellis, che scriverà la sceneggiatura: entrambi avrebbero dichiarati di essere da sempre affascinati da Charles Manson e da come riusciva a ottenere il controllo delle menti delle persone, al punto da spingerle a compiere atti così efferati, motivo per cui lo vedono come un ottimo soggetto per una serie televisiva.

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Rosemary’s Baby: nuove aggiunte al cast della serie

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Il cast della serie televisiva di Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York, tratta dall’omonimo film di Roman Polanski, procede speditamente: dopo aver confermato la bella Zoe Saldana nel ruolo della protagonista, sono stati ingaggiati altri due attori, vale a dire Patrick J. Adams e Jason Isaacs.
Adams interpreterà la parte del marito di Rosemary, trasferitosi con lei in un nuovo appartamento all’apparenza molto bello, ma in realtà vittima di un passato oscuro, con dei vicini un po’ troppo socievoli: in realtà, il condominio è sede di una setta demoniaca (il cui capo sarà interpretato da Isaacs), che si sta mobilitando per far nascere l’Anticristo e, con la complicità di suo marito, sceglierà l’inconsapevole Rosemary come madre del piccolo diavolo.
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L’horror Rosemary’s Baby diventerà una serie televisiva

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Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York, diretto da Roman Polanski, è tuttora considerato uno dei classici dell’horror più belli di sempre: non deve pertanto sorprendere il fatto che la NBC abbia deciso di realizzare una miniserie tratta dal film, la cui durata totale si aggirerà intorno alle quattro ore.
Al momento i presupposti per il successo della serie ci sarebbero tutti, visto e considerato che gli sceneggiatori che se ne occuperanno saranno gli stessi di American Horror Story, acclamatissima serie horror in procinto di partire con la sua quarta stagione. Tuttavia, restano le perplessità in merito al cast: chi saranno gli attori che si assumeranno la grande responsabilità di emulare quelli del film? Restiamo in attesa di poterli conoscere.

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In arrivo a marzo il nuovo horror sull’Anticristo

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Il filone demoniaco, si sa, è uno dei più sfruttati e usurati del genere horror, specie se si tratta del tema della possessione; oltre a esso, però, ne esiste anche un altro che ha visto i suoi tempi d’oro e può vantarsi di avere un capostipite che è divenuto un cult del genere: stiamo parlando dei film sull’Anticristo, il primo dei quali è senz’altro l’indimenticabile Rosemary’s Baby – nastro rosso a New York di Roman Polanski.
Ebbene, il 27 marzo uscirà in Italia un nuovo film inerente questo diabolico argomento, intitolato La stirpe del male e girato sfruttando la tecnica del found footage: la storia non è altro che il risultato dei filmati di una giovane coppia, effettuati dal marito, che si diverte a riprendere i primi momenti trascorsi durante e dopo le nozze, con la scoperta della gravidanza della moglie e la fedele documentazione di come procede. Sfortunatamente per loro, però, il bambino che attendono non è esattamente un angioletto ma, anzi, l’esatto contrario, al punto da trascinare in una spirale di violenza e malvagità anche la sua innocente madre.

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Festival di Cannes: tappeto rosso sotto la pioggia

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Ieri è stato ufficialmente inaugurato il Festival di Cannes, con un sontuoso tappeto rosso che ha visto le numerose star presenti sfilare sotto la pioggia, che però non ha certo reso meno glamour l’evento, teatro della visione di numerosi, attesissimi film: si va da Venere in pelliccia di Roman Polanski, a Behind the Candelabra di Steven Soderbergh, passando per La grande bellezza del nostro Paolo Sorrentino.
La giuria è dunque pronta a giudicare le varie pellicole che verranno proiettate, sotto la guida di Steven Spielberg, mentre la madrina di questa nuova edizione del Festival è Audrey Tautou.
Restiamo dunque in attesa degli sviluppi e delle sorprese che ci riserverà questa kermesse.

Fonte: Festival di Cannes: tappeto rosso sotto la pioggia

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Roman Polanski si scusa in un documentario

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Dopo trentaquattro lunghi anni Roman Polanski si è ufficialmente scusato con Samantha Geimer, la tredicenne di Los Angeles che lui avrebbe violentato nel 1977.
Le scuse sono arrivate tramite il suo documentario Roman Polanski. A Film Memoir, diretto da Laurent Bouzereau e presentato al Festival di Zurigo: in esso il regista sostiene che la giovane è stata doppiamente vittima, si da parte sua che da parte della stampa.
Il film non è altro che una lunga conversazione tra Polanski e il suo produttore Andrew Braunsberg, durante la quale l’uomo racconta non solo della sua carriera, ma anche e soprattutto dei propri sbagli personali, in primis la violenza alla giovane minorenne: il fatto aveva preso vita dall’accusa al regista nel 1978, accusa che contemplava non solo lo stupro, ma anche perversione, sodomia e uso di stupefacenti. Polanski aveva ammesso solo di aver avuto un rapporto con la Geimar, all’epoca modella tredicenne e aveva patteggiato col tribunale di Santa Monica offrendosi volontariamente di seguire una terapia, sostenendo di essere una vittima della madre di Samantha.
Una volta ricevuto il permesso di ultimare un film in Europa, il regista non era più tornato negli Stati Uniti, rendendo così impossibile la risoluzione del suo caso e, anche se il suo caso dovesse risolversi, ha deciso che in America non tornerà mai più.

Fonte: Roman Polanski si scusa in un documentario

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Venezia: chi vincerà il Leone D’Oro?

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La sessantottesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è ormai giunta al termine e l’unica cosa che resta da scoprire è chi saranno i vincitori del Leone D’Oro di quest’anno.
Allo stato attuale, i film che sembrerebbero essere fuori gioco sono proprio quelli italiani, candidati più che altro per onoreficenze minori (a eccezione, forse, di Terraferma di Emanuele Crialese e L’ultimo terrestre di Gian Alfonso Pacinotti), mentre quelle in carica sono le pellicole straniere, in particolare Carnage di Roman Polanski e Killer Joe di William Friedkin, tallonati da A Dangerous Method di David Cronenberg e Le Idi di Marzo di George Clooney.
Oltre a questi, ci sono però altri due lungometraggi che hanno saputo riscuotere un discreto successo, vale a dire Faust di Alexander Soukorv e Shame di Steve McQueen, pertanto si può tranquillamente affermare che la gara per conquistarsi il tanto ambito Leone D’Oro è ancora aperta.
Esiste, tuttavia, anche la possibilità che il premio tanto ambito non venga vinto da nessuno di questi film, bensì da quello che si è rivelato una vera e propria sorpresa: stiamo parlando de La Talpa dello svedese Tomas Alfredson, divenuto famoso in passato per il suo horror Lasciami entrare, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore connazionale John Ajvide Lindqvist; a quanto sembra, nonostante questo nuovo lavoro sia di tutt’altro genere, pare proprio che sia sulla buona strada per riscuotere lo stesso successo del suo predecessore e, magari, per conquistarsi anche il Leone D’Oro. Fonte: Venezia: chi vincerà il Leone D’Oro?

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Kate Winslet recita per Roman Polanski

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Roman Polanski è tornato finalmente alla regia e lo ha fatto con un film davvero particolare, intitolato Carnage: la pellicola è infatti ispirata alla pièce teatrale di Yasmina Reza e, proprio come questa, è girato in tempo reale, con quattro personaggi rinchiusi in una stanza per settantanove minuti filati.
I protagonisti del film sono tutti premi Oscar, a partire dalla sua protagonista Kate Winslet che, insieme a Jodie Foster, Christoph Waltz e John C. Reilly, recita in un dramma che vede scontrarsi due coppie borghesi venute in conflitto fra loro per via delle liti tra i loro figli.
La pellicola offre anche degli esilaranti momenti di comicità, che nel cinema di Polanski sono decisamente rari, ma che qui servono per sdrammatizzare molto le dinamiche del matrimonio, nonché a sfidare le regole del politically correct, come ad esempio durante la scena nella quale la Winslet vomita nel soggiorno dell’altra coppia: scena che lei stessa ha definito come esilarante da girare.
Interrogata a proposito del suo Oscar, l’attrice ha dichiarato di tenerlo nel bagno di casa: questo perché ogni volta che ha degli ospiti la prima cosa che le viene chiesta è di mostrare il premio, così ha pensato che, tenendolo nel bagno, ognuno si sente libero di guardarlo da solo e senza problemi.
Per quanto riguarda invece il suo commento al film di Polanski, Kate ha dichiarato che la caratteristica principale della pellicola è data dai suoi dialoghi, che di fatto rappresentano il fulcro delle azioni: a suo parere questa cosa sarebbe stata un handicap se trattata da un altro regista, ma con Roman lei e i suoi colleghi sono riusciti a trovare il clima giusto per poter rendere la loro prova al meglio.

Fonte: Kate Winslet recita per Roman Polanski

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In arrivo la 64esima edizione del Festival del Cinema di Venezia

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Il Festival del Cinema di Venezia di quest’anno si prospetta quasi più musicale che cinematografico, visto che, tra gli ospiti, vedrà la presenza nientemeno che di Vasco Rossi e Madonna: il primo sarà presente il 5 settembre in occasione del rockumentary Questa storia qua, mentre la seconda dovrebbe portare a Venezia W.E, la sua seconda opera da regista, che racconta la storia d’amore tra la divorziata Wallis Simpson e il re Edoardo VIII d’Inghilterra che, pur di stare con lei, abdicò in favore del fratello.
Per quanto riguarda invece l’Italia, i film in concorso sono tre: Terraferma di Emanuele Crialese, Quando la notte di Cristina Comencini e L’ultimo terrestre, opera prima di Gianni Pacinotti (il fumettista Gipi).
Eccezionale madrina del concorso sarà una splendida Vittoria Puccini, che s’è ormai affermata come una delle attrici italiane più richieste in assoluto che, oltre a presentare le pellicole italiane in concorso, si occuperà ovviamente anche di quelle straniere, tra le quali ci dovrebbero essere: The Ides of March di George Clooney, Carnage di Roman Polanski, Faust di Aleksandr Sokurov, Contagion di Steven Soderbergh, A Dangerous Method di David Cronenberg e il live-action Poulet aux prunes di Marjane Satrapi.
Fonte: In arrivo la 64esima edizione del Festival del Cinema di Venezia

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Roman Polanski il più premiato agli Oscar Europei

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Si scrive European Film Awards, ma si legge “notte degli Oscar europei” e, pur non godendo dello stesso peso della manifestazione statunitense, è comunque uno degli appuntamenti più importanti per la cinematografia mondiale e quest’anno, a farla da padrone, è stato Roman Polanski, con il suo L’uomo nell’ombra.
Il cineasta francese di origini polacche, infatti, non solo ha vinto sei statuette, ma ha praticamente raccolto tutto ciò che poteva, se si considera che le nomination che aveva ottenuto erano in tutto sette.
Il suo thriller fantapolitico ha infatti incassato una vittoria nelle categorie: miglior regista, miglior film, migliore attore portagonista (l’ottimo Ewan McGregor), miglior sceneggiatura (realizzata dallo stesso Polanski insieme a Robert Harris), miglior colonna sonora e miglior production designer, un autentico trionfo, insomma.
Unica nota stonata: Polanski, tuttora agli arresti domiciliari in Svizzera, non è potuto intervenire personalmente a Tallin, capitale dell’Estonia, sede delle cerimonia. Il regista è comunque riuscito a ottenere dalle autorità elvetiche il permesso di collegarsi via Skype alla manifestazione.
Nessun premio, invece, per i film italiani in concorso, nonostante la partecipazione di film come La prima cosa bella e Baarìa – La porta del vento.
L’unica (magra e triste) consolazione è stato il ricordo commosso di Mario Monicelli, scomparso tragicamente la scorsa settimana. Fonte: Roman Polanski il più premiato agli Oscar Europei

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